Per un distretto digitale dei servizi



 

Il presidente dell'incubatore d'imprese Bic Toscana, Luigi Badiali, è convinto che la nostra regione possa diventare una zona di produzione di servizi d'eccellenza per tutte le aziende.

La Toscana è davvero un’isola tecnologica all’avanguardia?
«Secondo me quando si parla di Toscana tecnologica è necessario fare fin da subito una distinzione: se si parla di infrastrutture la nostra Regione può davvero essere considerata un passo avanti agli altri, con i progetti per cablare il territorio che stanno marciando a una velocità impressionante. Se invece si parla di servizi tecnologici allora c’è ancora tanto da lavorare».

Quali sono allora i servizi su cui puntare?
«La mia vision della Toscana tecnologica dei prossimi anni è quella di filiere verticalizzate della subfornitura, insomma, cluster senza confini territoriali. Anche se l’importanza di essere vicini resta ed è inconfutabile: ci si fida di qualcuno quando si conosce bene e per conoscersi bene bisogna essere vicini».

Perché il futuro della nostra regione è legato alla new economy?
«Il problema va affrontato a monte: si tratta di ragionare in modo diverso e di ripensare il modo di fare impresa. La new economy, (termine fra l’altro inesatto, ormai tutti hanno capito che in realtà la definizione giusta è “economia delle reti”) non deve più essere l’obiettivo, bensì dobbiamo fare in modo che questa nuova economia delle reti faccia il suo ingresso nelle imprese della old economy. Ecco dove la Toscana, avanti a tutti in fatto di conoscenza e ricerca, può diventare un punto di riferimento: nella fornitura di servizi tecnologici alle imprese. La tecnologia la sanno fare gli altri, noi però possiamo e dobbiamo diventare coloro che sanno applicare nel modo migliore questa tecnologia alle imprese, e non solo alle imprese toscane».

Che ruolo possono giocare in questo senso i distretti?
«La Toscana ha una tradizione ricchissima in questo senso: i 32 distretti tradizionali hanno fatto la nostra storia, ma ora è necessario che essi incontrino la rete, altrimenti resteranno fuori dal gioco. E per incontrare la rete hanno bisogno di un nuovo distretto: il distretto digitale dei servizi alla new economy, nel quale trasferire la propria eccellenza nel campo della ricerca: che non dovrà più essere fine a sé stessa ma indirizzata alla creazione d’impresa».

Ma le imprese non possono fare tutto da sole.

«Infatti enti come il nostro e le istituzioni ci sono apposta. Anzi, proprio nel corso della giornata informativa italia sul programma europeo eContent, finalizzato a finanziare progetti legati alla produzione di contenuti digitali, io come Bic Toscana ho ufficialmente richiesto alla Regione Toscana di creare un proprio programma sulla base di questo programma europeo: un “eContent toscano” insomma, un primo passo verso la creazione del distretto digitale e dell’internazionalizzazione degli altri 32 distretti tradizionali».

E la risposta della Regione?
Abbiamo già cominciato a lavorare su un progetto di questo tipo e credo che presto anche la Toscana avrà davvero un proprio eContent».

Bic Toscana
eContent



 



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