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Premiare solo le imprese che investono


"Occorre premiare solo le imprese che investono in crescita dimensionale, ricerca e sviluppo ed internazionalizzazione": non usa mezzi termini l'ex ministro dell'industria Enrico Letta, intervenendo al forum delle PMI. Il nostro Paese sta vivendo una grave situazione di crisi e serve una cura drastica e concreta, pena la marginalizzazione.

Per Letta quindi serve un patto chiaro tra regione, Stato e imprenditori. "Chi non accetta queste tre sfide può essere abbandonato al declino". Su questo i dati parlano chiaro.

L'internazionalizzazione ad esempio. "Non è più un optional ma un obbligo" ha dichiarato il parlamentare e segretario dell'AREL. "Fatte 100 il valore delle esportazioni nel 2001 per i Paesi dell'area euro e per l'Italia, il valore è adesso a 101 per l'Europa e 95 per l'Italia". Per Letta quindi non è tutta colpa di Cina, Sars e 11 settembre, che hanno pesato anche sugli altri stati, ma esiste un caso Italia, che deve essere affrontato con urgenza. E con realismo e senza retorica: la chiave è essere pragmatici ed avere anche il coraggio di rompere tabù. Come sta avvenendo per la delocalizzazione e l'importazione di cervelli dall'estero.

Pragmatismo e rapidità devono essere anche i diktat per la politica industriale. La classe politica deve dare la priorità ai temi concreti e "non perdere tempo a trastullarsi per anni su temi come la televisione o la giustizia". E con rapidità, perché i tempi della globalizzazione sono stringenti."Unione Europea più forte, Europa più forte, politiche industriali più aggressive e decisioni a maggioranza in Europa, promozione della qualità e lotta alla contraffazione" queste le priorità.
Sul ruolo della politica Letta non rinuncia neanche a una stoccata polemica verso il presidente della Toscana Claudio Martini, anch'egli presente al convegno. "Basta con un'Italia a 21 velocità (quelle di ogni singola regione del paese)- ha sottolineato - dove ognuno va all'estero con la sua valigetta a promuoversi, bisogna promuovere il sistema Italia nel suo complesso". Solo questo attegiamento può consentire un'azione promozionale più incisiva a livello globale, mentre un federalismo caotico sul piano dello sviluppo territoriale è negativo per il nostro Paese.
Infine il parlamentare della Margherita ha richiamato l'attenzione dell'uditorio sulla chiusura dei rubinetti dei fondi strutturali europei a seguito dell'allargamento. I fondi dovrebbero venire destinati solo ai paesi che entrano: "C'è una proposta inglese che rischia di produrre questo risultato, invito perciò tutti a fare mobilitazione per una politica di coesione" ha concluso.



 



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