Registrazione solo per chi vuole gli sgravi



«Io sono un libertario per eccellenza e troverei folle che chi ha un sito amatoriale, anche aggiornatissimo e frequentatissimo, fosse obbligato a registrarsi in Tribunale come una testata giornalistica». Giuseppe Giulietti, relatore della Legge 62 sull'editoria, è chiaro e preciso quando spiega che la sua non è «un'interpretazione», ma «l'unica interpretazione possibile di una legge chiarissima».

Onorevole Giulietti, una volta per tutte: chi si deve registrare in Tribunale?
«Lo ripeto ancora: questa legge prevede che solo e soltanto chi vuol accedere con la propria attività imprenditoriale ai benefici fiscali, cioé al credito d'imposta, deve registrarsi in Tribunale. Chi ha un proprio sito "personale" o anche chi comunque lo aggiorna periodicamente, ma non è interessato ai benefici, non deve registrarsi da nessuna parte».

Questo lo dice lei a titolo personale?
«Assolutamente no. Lo dice la legge a chiare note, la mia non è un'interpretazione».

Ma allora perché tutta questa polemica: lettere di protesta, interventi sui forum e una petizione firmata ogni giorno da migliaia di persone?
«Francamente neppure io me lo so spiegare. Anche perché la legge 62 era in discussione da oltre un anno, pubblicata in bella evidenza sul sito del consiglio dei ministri e fatta oggetto di dibattito anche in forum televisivi e online».

E nessuno aveva mai detto nulla?
«Di segnalazioni ne ho ricevute molte e sono state tutte recepite, ma mai e poi mai qualcuno aveva evidenziato che il testo potesse essere interpretato in modo cosi erroneo.».

Come giudica la protesta?
«Mi ritengo un libertario per eccellenza e quindi sono contento del fatto che ci si batta tanto per la libertà, che tuttavia non è mai stata messa in discussione e deve rimanere sempre un bene indivisibili e supremo. Appena è venuta fuori la polemica, siccome non mi ritengo figlio di Dio come qualcun altro, ho pensato che forse avessimo sbagliato qualcosa e mi sono rivolto con il testo della legge a uno studio legale. La risposta che ho ricevuto è stata la stessa: si deve registrare solo chi vuol accedere ai contributi, la questione dell'aggiornamento non c'entra proprio nulla».

E adesso che succederà?
«Ho fatto immediatamente richiesta, e spero che ciò avvenga al più presto, di una circolare esplicativa e ufficiale da parte della Presidenza del Consiglio, da diffondere in rete e sugli altri mass media, per metterer fine a tutta questa storia».

Un'ultima domanda: la «questione censura» ha oscurato il resto della riforma. Qual è l'intento di questa legge?
«Precedentemente tutti i benefici previsti per l'editoria non venivano appllicati alle iniziative multimediali e ne potevano usufruire soltanto i grandi gruppi editoriali cartacei. Ora finalmente viene data a tutti la possibilità di accedere a questi contributi: anche il più piccolo editore online può accedere al credito d'imposta, se registrato come testata giornalistica. Ma solo e soltanto se avrà interesse ad accedere agli sgravi».



 



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