Le e-normative
Pur essendo una disciplina indubbiamente «giovane», l’e-business risulta già regolata da una fitta rete di normative, sia sul piano europeo, sia per quanto riguarda la regolamentazione all’interno di ogni Paese. Dal 17 luglio 2000 è entrata comunque in vigore una direttiva sul commercio elettronico approvata dal Parlamento europeo con l'obiettivo di garantire una maggiore integrazione giuridica comunitaria, instaurando un vero e proprio spazio senza frontiere per ciò che riguarda i servizi della società dell'informazione, in particolare per il commercio elettronico.
Inoltre questa direttiva punta ad assicurare un alto livello di tutela degli obiettivi di interesse generale, come la protezione dei minori e della dignità umana, la tutela del consumatore e della sanità pubblica. L'ambito regolamentato comprende quelle società che forniscono servizi tramite Internet, quali l'informazione, la pubblicità, la vendita e i contratti in linea.
Ma al di là di questo importante documento, è bene innanzitutto tornare indietro di qualche anno: l’articolo 18 del decreto Bersani (31 marzo 1998) affronta con precisione i limiti e le possibilità dell’attività di commercio elettronico (definito dalla commissione Eu esattamente come «lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica. Comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on line di contenuti digitali, l'effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle pubbliche amministrazioni»).
Sarà utile consultare anche il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 14 luglio del 2000, che prevede una serie di interessanti agevolazioni per le aziende che intendono investire nell’e-commerce.
Altra normativa che deve essere necessariamente conosciuta, è quella contenuta nel disegno di legge recante «Disposizioni in materia di disciplina dell'utilizzazione di nomi per l'identificazione di domini Internet e servizi in rete».
Con questo provvedimento legislativo infatti, si affrontano infatti due questioni fondamentali: l'articolo 1 reca disposizioni generali in materia di disciplina dell'utilizzazione di nomi per l'identificazione di domini internet e servizi in rete; l'articolo 2 istituisce l'anagrafe nazionale dei nomi a dominio e ne disciplina l'attività.










