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Al via la Silicon Valley italiana
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Salerno e la sua provincia stanno per trasformarsi in una Silicon Valley all'italiana. E' il sogno della Finmatica, che si occupa di aiutare le imprese a gestire l'innovazione, guadagnare tempo, prendere decisioni strategiche e ottimizzare risorse e investimenti attraverso l'utilizzo strategico e sicuro dei dati e delle informazioni. Il futuro dell'industria salernitana, chiamata a rialzarsi dopo il tramonto dell'era industriale di trasformazione, sarà legato a doppio filo alle nuove tecnologie. Incubatori di imprese e portali internet prenderanno il posto dalle tradizionali aziende tessili ed agroalimantari.
L'idea è di realizzare nel capoluogo un polo di attrazione informatica, una High-tech Valley appetibile anche da occhi lontani, nazionali e internazionali. Si tratta di strutture che promuovono la nascita di nuove aziende mettendo a disposizione tutti quei servizi necessari per avviare un'attività. Laboratori industriali e high-tech, depositi, uffici e parcheggi comuni. Un'iniziativa rivolta a nuovi imprenditori interessati ai settori tecnologicamente più avanzati come la meccanica di precisione, impiantistica elettromeccanica ed elettronica, robotica ma anche alle società di sviluppo di software innovativo. A questo progetto si è affiancata da poco anche una nuova iniziativa: la "Bit Valley" che anziché vedere impegnati in primo piano delle aziende pubbliche è frutto di un impegno comune di imprenditori salernitani che di concerto con gli enti locali stanno cercando di realizzare un polo informatico di eccellenza in provincia.
Se "l'incubatore" di nuove aziende voluto dal CISI è una creatura della SPI, finanziaria del gruppo Iri, che opera sull'intero territorio nazionale, per il progetto della "Bit Valley" si sta creando un movimento che nasce dal basso, dagli imprenditori.
Questo tipo di sviluppo sembra essere infatti la novità sostanziale, rispetto al recente passato, che consentirebbe all'economia salernitana di voltare finalmente pagina e mettere da parte le tante dismissioni che stanno trasformando il nucleo industriale in una zona commerciale (Ideal Standard, Ilvaform, etc). Il punto di arrivo è la così detta "Bit Valley" che imprese ed amministrazioni locali stanno cercando di rendere concreta.
In prima fila dovrebbero esserci le aziende del terziario avanzato di Assindustria, come, appunto, Finmatica. L'azienda bresciana che fa capo al salernitano Pierluigi Crudele è infatti intenzionata a creare in città un polo di ricerca avanzata che possa diventare un punto di riferimento in Italia ed anche all'estero. Già una trentina di imprese operanti sul territorio hanno fatto domanda all'amministrazione per delocalizzare la propria attività nelle zone comprese nei nuovi piano di insediamento produttivo. Progetti e idee che in pochi anni potrebbero diventare concreti e dare vita a nuove aziende e a nuova occupazione specializzata.










