Distretti tecnologici
La breve storia della diffusione della Nueva Tecnología in Spagna è peculiare. È difficile parlare di sviluppo di veri e propri distretti tecnologici, senza fare chiaro riferimento alle zone classicamente caratterizzate da un maggior sviluppo. È una diretta conseguenza dello storia economica della Spagna, caratterizzata fino a qualche decennio fa, da una arretratezza economica, e da un progresso rapido e concentrato negli ultimi anni, che ha favorito, ancora una volta, le zone industrialmente più evolute, marcando una netta differenza con il resto del paese.I primi a vedere le opportunità della Nueva Economía sono stati giovani imprenditori catalani, aperti da sempre alle innovazioni, che hanno creato aziende in seguito comprate da grandi gruppi multinazionali, guadagnando ingenti fortune. È il caso, per esempio del portale Olé, il primo portale generalista rivolto al mercato spagnolo, ideato e lanciato da Josep Vallés, venduto a Telefónica per 18 milioni di euro nell'aprile del 1999, che ha costituito l'embrione dal quale si è sviluppato poi Terra. (ndr. Dopo aver realizzato l'operazione, Josep Vallés ha fissato la sua residenza in Svizzera).
Altro caso eclatante è stato quello di Javier Pérez Dolset, fondatore di Teleline (altro portale venduto di nuovo a Telefónica) e attuale presidente di Lanetro.com, portale di informazione locale e di invio personalizzato della stessa a telefoni cellulari, attualmente presente in sette paesi e con una previsione di fatturato per l'anno in corso di mille milioni di pesetas.
Evidentemente Cataluña continua ad essere un polo tecnologico molto importante, anche se Madrid, recupera terreno. Le ultime .com spagnole sono state costituite nella capitale. E soprattutto le multinazionali: Lycos, Eresmas (portale appartenente a Retevisión, società di telecomunicazioni partecipata da Telecom Italia), Yahoo!, Ibazar, tutte fissato il proprio quartier generale a Madrid.










